Le tradizioni del mondo sfilano a Trescore: FITP protagonista alla Festa dell’Uva
FolkNewsAGOSTO26
di Laura Fumagalli
Dall’11 al 13 settembre torna a Trescore Balneario la Festa dell’Uva e dell’Agricoltura Bergamasca. Anche per l’edizione 2026 la Federazione Italiana Tradizioni Popolari sarà parte della manifestazione, portando nella tradizionale sfilata gruppi, musiche, danze e costumi provenienti dalla Lombardia e da diverse comunità del mondo.
Il momento centrale sarà ancora una volta la Sfilata della Tradizione, occasione nella quale costumi, musiche e danze entreranno direttamente nelle vie del paese trasformando il centro di Trescore in un grande incontro tra culture.
Trescore Balneario torna così a celebrare uno degli appuntamenti più radicati nella storia e nell’identità della comunità locale.

Una festa nata dalla comunità
La Festa dell’Uva affonda le proprie radici nella storia agricola della Val Cavallina e nello sviluppo della Pro Loco di Trescore, nata nel 1928.
Negli anni Cinquanta, in un territorio ancora fortemente legato all’agricoltura, la manifestazione assunse progressivamente la forma della Festa dell’Uva e dell’Agricoltura Bergamasca, diventando un momento nel quale raccontare il lavoro nei campi, la vendemmia e la vita della comunità.
Negli anni Settanta arrivò anche il Palio delle Contrade, con giochi popolari e carri allegorici capaci di coinvolgere intere generazioni di trescoresi. Una storia lunga, che continua oggi adattandosi ai cambiamenti del territorio ma conservando il proprio legame con la partecipazione popolare.
Nell'articolo dello scorso anno abbiamo approfondito la storia della manifestazione.

La FITP porta a Trescore otto gruppi folklorici
La partecipazione della FITP alla Festa dell’Uva nasce proprio dalla volontà di riportare al centro della manifestazione il valore delle tradizioni vissute e tramandate dalle comunità.
Per l’edizione 2026 saranno otto i gruppi folklorici coinvolti, espressione di culture e territori molto differenti tra loro.
Dalla Bolivia torneranno i colori, l’energia e la forza scenica dei Caporales San Simón Sucre e dei Caporales San Simón Cochabamba. Due realtà che portano in scena una delle espressioni più riconoscibili della cultura popolare boliviana, con costumi elaborati, musica e coreografie caratterizzate da grande ritmo ed energia.
Accanto a loro ci sarà Associazione Berehynia, realtà legata alla comunità ucraina e alla valorizzazione delle sue tradizioni. Costumi, musica e danza diventano in questo caso strumenti attraverso i quali conservare il rapporto con la propria cultura d’origine e continuare a trasmetterla anche lontano dal proprio Paese.
Sempre dall’universo culturale ucraino arriva EtnoDim, realtà già protagonista della sfilata dello scorso anno, che attraverso abiti tradizionali, ricami, musica e repertori popolari racconta la ricchezza delle diverse regioni dell’Ucraina.

Dalla Bergamasca alla Brianza
La sfilata sarà naturalmente anche un’occasione per raccontare il patrimonio folklorico lombardo.
A rappresentare la Bergamasca ci sarà Arlecchino Bergamasco Folk, realtà profondamente legata a una delle maschere simbolo della nostra terra e alla diffusione della cultura popolare bergamasca.
Dalla Brianza arriveranno invece due gruppi con caratteristiche differenti.
I Bej porteranno il proprio repertorio di musica, danze e tradizioni popolari brianzole, contribuendo a raccontare una cultura costruita nel tempo attraverso la vita dei paesi, il lavoro e i momenti di socialità delle comunità locali.
Con loro saranno presenti anche I Brianzoli di Ponte Lambro, gruppo che da anni conserva e propone canti, balli, costumi e strumenti della tradizione brianzola.
Tra gli elementi più caratteristici della loro attività c’è il firlinfeu, il tradizionale flauto di pan che rappresenta una delle espressioni musicali più riconoscibili del folklore di quest’area lombarda.

Tradizioni che attraversano i confini
A completare il quadro sarà Tsambal, gruppo capace di proporre un repertorio che attraversa differenti tradizioni etniche italiane e internazionali.
La sua presenza contribuirà a rafforzare uno degli aspetti più interessanti della Sfilata della Tradizione: la possibilità di mettere fianco a fianco patrimoni culturali lontani per origine geografica, ma accomunati dalla stessa esigenza di essere conservati, raccontati e soprattutto vissuti.
In una stessa giornata sarà così possibile incontrare la Brianza e la Bergamasca, l’Ucraina e la Bolivia, osservando quanto differenti possano essere costumi, ritmi e linguaggi e, allo stesso tempo, quanto simile sia il ruolo che il folklore continua ad avere nelle comunità.
La tradizione torna nelle strade
È proprio nella dimensione della sfilata che il folklore ritrova forse una delle sue forme più autentiche.
Non soltanto uno spettacolo osservato da un pubblico seduto, ma un incontro diretto: i gruppi attraversano le strade, entrano negli spazi quotidiani della città, incontrano le persone e condividono con loro frammenti della propria cultura.
È questo lo spirito con cui la Federazione Italiana Tradizioni Popolari rinnova la propria partecipazione alla Festa dell’Uva di Trescore Balneario.
Una collaborazione che vuole contribuire a mantenere vivo il significato più profondo della manifestazione: celebrare non soltanto un prodotto o un appuntamento storico, ma quel patrimonio di relazioni, memoria e partecipazione che permette alle tradizioni di continuare a essere parte del presente.
