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Trame Vive: cinque esperienze per scoprire il patrimonio immateriale bergamasco

FolkNewsAGOSTO26

di FITP Bergamo

Cinque appuntamenti, cinque luoghi della provincia di Bergamo e un unico filo conduttore: raccontare il territorio attraverso il suo patrimonio materiale e immateriale. Nasce così Trame Vive, il nuovo progetto di FITP Bergamo che da agosto accompagnerà il pubblico alla scoperta di borghi, chiese, antiche vie, strumenti musicali, sapori e tradizioni ancora vive.

Conoscere un territorio significa visitare i suoi monumenti, le sue chiese e i suoi borghi, ma anche ascoltare le storie di chi lo abita, incontrarne le tradizioni, riconoscere i suoni, i gesti e i saperi che nel tempo hanno costruito l’identità di una comunità.

È da questa idea che nasce Trame Vive: alla scoperta del nostro patrimonio immateriale, il nuovo progetto promosso da FITP Bergamo, realizzato grazie al contributo di Provincia di Bergamo, con la collaborazione dei gruppo folclorici della provincia e con Eppen come media partner.

Le prime quattro tappe del progetto saranno realizzate in collaborazione con Laura Benzoni, storica dell’Arte e guida di Bergamo, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta dei luoghi e del loro patrimonio storico e artistico, intrecciando il racconto con le esperienze dedicate alle tradizioni popolari.

Il programma prevede cinque visite guidate esperienziali in altrettanti luoghi della provincia, con una formula che affianca alla scoperta storico-artistica una parte dedicata alla cultura popolare, grazie alla partecipazione di gruppi folkloristici, musicisti e testimoni delle tradizioni locali.

Non semplici visite guidate, dunque, ma occasioni per entrare direttamente in contatto con quel patrimonio fatto di canti, danze, abiti, strumenti musicali, antichi mestieri, sapori e consuetudini che spesso non trovano spazio nei normali itinerari turistici.

Il progetto nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare luoghi meno conosciuti della provincia e di raccontarli attraverso la voce delle comunità che li vivono.

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30 agosto – Un pomeriggio sulla Via dei Mercanti

Il primo appuntamento è in programma domenica 30 agosto lungo la Via Mercatorum, l’antica strada dei mercanti che collegava Val Seriana, Val Brembana e Valtellina.

Il percorso partirà dalla chiesa del Corpus Domini nella frazione Pagliaro di Algua, con la sua vista panoramica sulla Val Serina, per poi proseguire verso la quattrocentesca chiesa dell’Ascensione di Costa Serina.

Da qui si percorrerà a piedi un tratto della storica mulattiera fino a Nespello, ripercorrendo simbolicamente il cammino dei mercanti medievali e scoprendo anche come si vestivano e come affrontavano questi viaggi nel Quattrocento.

A Nespello sarà possibile visitare la casa di Fra Cecilio, prima di concludere il pomeriggio con un aperitivo accompagnato dalle canzoni tipiche delle osterie bergamasche.

Ad animare la parte legata alle tradizioni saranno La Compagnia del Re Gnocco che racconterà cosa i mercanti indossavano a fine 1400 e I Vilan, che invece ci faranno fare un vero e proprio tuffo nella cultura popolare bergamasca con le loro canzoni popolari da osteria.

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12 settembre – Cerete, tra arte, antichi cammini e mestieri

Sabato 12 settembre «Trame Vive» farà tappa a Cerete, il Paese dei Mulini.
A partire dalle 15 si visiterà la chiesa parrocchiale di Cerete Alto, realizzata dallo scultore e architetto bergamasco Andrea Fantoni all’inizio del Settecento e recentemente restaurata. Poco più sotto si trova la Cappella dell’Annunciata, ciò che resta dell’antica chiesa smantellata per costruire il nuovo edificio sul colle: una cappella gentilizia rinascimentale commissionata dai Marinoni, potente famiglia locale.
Dopo una passeggiata tra le vie di Cerete Alto, alla scoperta degli antichi affreschi sulle facciate delle abitazioni, la visita proseguirà a Cerete Basso con il Mulino Sorgente Moia, ancora funzionante. Il mugnaio ne racconterà la storia e offrirà un assaggio di prodotti preparati con farine macinate a pietra. A seguire, visita al pestone della corteccia insieme ai volontari dell’associazione La Sorgente, che illustreranno la ricchezza di un territorio non a caso conosciuto come “Il Paese dei Mulini”.
Il pomeriggio sarà anche l’occasione per scoprire il ruolo del mulino e dei suoi prodotti nella tradizione etnografica bergamasca: l
Gruppo Folkloristico Arlecchino (dal 1949), proporrà un racconto in canto, musica e danza dedicato al valore della farina e della polenta nella cultura locale.
Ritrovo alle 15 presso la chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo a Cerete Alto, parcheggio di via Ronco.
Durata: circa 3 ore | Dislivello: 50 metri | Costo: 7 euro, comprensivo di visita, aperitivo e offerte.
Info e iscrizioni: Laura Benzoni – Storica dell’arte e guida turistica, 328.3846864, benzonilla@gmail.com.
In caso di maltempo, la visita si svolgerà regolarmente senza la passeggiata.

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26 settembre – Casnigo, il suono del baghèt e il mais spinato di Gandino

Sabato 26 settembre il progetto si sposterà a Casnigo per scoprire alcune delle sue principali testimonianze artistiche e uno dei patrimoni immateriali più caratteristici della provincia: il baghet, la cornamusa bergamasca.
A partire dalle 15, visita al Santuario della SS. Trinità di Casnigo, affacciato su un terrazzo panoramico sulla Val Seriana e conosciuto come la “Sistina della Bergamasca” per il grande Giudizio Universale dei Baschenis. Realizzato nel Quattrocento, conserva affreschi dei Baschenis della Valle Brembana e un polittico dei Marinoni di Albino.

Scendendo, nel centro di Casnigo si visiterà la chiesa arcipresbiterale con la ricchissima tribuna lignea dell'altare, un piccolo tempietto dorato con numerosissime statue che rappresentano i santi in Paradiso, utilizzato come tabernacolo. A fianco della chiesa si trova l'a ex casa del Suffragio, con diversi affreschi esterni legati ai defunti. A piedi ci si trasferirà al Teatro Fratellanza, piccolo gioiello in stile liberty del 1921, gestito dal Circolo Fratellanza, associazione a scopo benefico.

A seguire, aperitivo a base di prodotti di mais tipici della Val Gandino e, per concludere, un viaggio tra storia e musica insieme a Luciano Carminati per conoscere il baghet e la sua tradizione.

Ritrovo alle 15 al Santuario della SS. Trinità di Casnigo. Durata: circa 3 ore | Costo: 7 euro, comprensivo di visita, aperitivo e offerte.
Info e iscrizioni: Laura Benzoni – Storica dell’arte e guida turistica, 328.3846864, benzonilla@gmail.com.

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17 ottobre – Albino, tra il Museo della Torre e il Maglio Calvi

Sabato 17 ottobre «Trame Vive» proseguirà ad Albino, antico centro di produzione laniera, la cui ricchezza è ancora leggibile nelle architetture dei numerosi palazzi del centro storico e nel portichetto cinquecentesco che fu cuore commerciale del borgo.
La visita toccherà la chiesa di San Bartolomeo, con affreschi medievali, tra cui le storie di San Bartolomeo e un importante ciclo dedicato al Beato Simonino da Trento, oltre al polittico di Pietro Bussolo.
Si proseguirà poi sulle tracce di Giambattista Moroni, uno dei protagonisti dell’arte bergamasca: nella parrocchiale di San Giuliano si conservano la Crocifissione con i santi Bernardino e Antonio, la Trinità e lo Stendardo della Visitazione.
Dopo una passeggiata nel centro di Albino, il gruppo si trasferirà con mezzi propri a Comenduno per visitare l’antico Maglio Calvi, testimonianza ben conservata del lavoro legato alla produzione di spade, forbici e attrezzi agricoli nei secoli passati.
Proprio qui verrà raccontato anche un mestiere poco conosciuto della provincia: quello de Le Taissine di Gorno
,, le donne che si occupavano di cernire il materiale nelle miniere della Val del Riso. La giornata si concluderà al Museo etnografico della Torre di Comenduno, ospitato in un edificio che fu dipendenza della Villa Birolini Regina Pacis e utilizzato in passato per raccogliere la parte padronale dei generi prodotti dai mezzadri dei Briolini, industriali della seta.
Ritrovo alle 15 presso piazzale Pio La Torre ad Albino, vicino al campanile.
Durata: circa 3 ore | Costo: 7 euro, comprensivo dell’ingresso ai musei.
Info e iscrizioni: Laura Benzoni – Storica dell’arte e guida turistica, 328.3846864, benzonilla@gmail.com.

L’ultima tappa nell’Isola Bergamasca: 17 ottobre - Presezzo, tra le sale di Giovan Paolo Cavagna

Sempre sabato 17 ottobre, a partire dalle 15, «Trame Vive» farà tappa anche a Palazzo Furietti Carrara di Presezzo, recentemente restaurato e aperto al pubblico. L’antico palazzo, oggi sede museale, si trova nel cuore dell’Isola Bergamasca e la sua prima testimonianza documentaria risale al 1559.
Durante la visita si scopriranno il piano terra, che conserva il suo aspetto rinascimentale, e il piano nobile, frutto della sistemazione tardo-settecentesca. Attraverso il portico, affrescato con motivi a grottesca e lunette, si accederà alle sale decorate alla fine del XVI secolo dal pittore bergamasco Giovan Paolo Cavagna: il salone dedicato a Ercole e le salette minori dedicate a Susanna, Giuditta e Apollo.
Tra le sale del palazzo prenderà forma anche un’altra storia: quella di Alan Lomax, ricercatore americano che nel secondo dopoguerra attraversò l’Italia documentando canti e danze popolari. Lomax passò anche dall’Isola Bergamasca e rimase colpito da I Sifoi di Bottanuco, gruppo attivo da 160 anni. Saranno proprio loro a raccontare la propria storia e ad accompagnare il pubblico al ritmo del flauto di Pan.
Ritrovo alle 15 presso Palazzo Furietti Carrara a Presezzo.
Durata: circa 2 ore | Costo: 7 euro.
Info e iscrizioni: PromoIsola, 334.1711234, promoisola@isolabergamasca.com.

Come partecipare?
Tutte le informazioni sui canali social di Fitp Bergamo. 
Clicca qui per accedere alla pagina Instagram e qui per il profilo Facebook

Un progetto per raccontare ciò che spesso non si vede

Trame Vive nasce con l’ambizione di andare oltre la visita turistica tradizionale.

Cinque luoghi simbolici, distribuiti tra Val Seriana, Val Brembana e Isola Bergamasca, diventeranno il punto di partenza per riscoprire patrimoni culturali meno conosciuti, coinvolgendo direttamente gruppi folkloristici e comunità locali.

Un primo viaggio che FITP Bergamo immagina come l’inizio di un percorso più ampio, capace negli anni di raggiungere nuovi paesi e nuove tradizioni della provincia.

Perché dietro ogni luogo c’è una storia.

E dietro ogni storia ci sono persone che continuano a farla vivere.

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