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Lo Spirito del Pianeta
Il Festival dei popoli da tutto il mondo

di Roberta Brivio

A partire da mercoledì 5 giugno fino al 23, ai piedi della Presolana, nella bellissima location di Clusone, a lato della foresta di San Lucio, ritorna il festival dei popoli, l’unico in Italia che ospita popoli indigeni da tutto il mondo. 
L’autore di questa impresa è Ivano Carcano, un libero professionista che da anni vuole dare voce ai popoli indigeni, custodi della terra, creando un ponte di fratellanza. 
Parliamo del festival con Ivano… 

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Il gruppo degli Yawalapiti

Ivano, come hai avuto l’idea del Festival?

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“L’idea è nata da un'esigenza personale di conoscere, di avere la possibilità di capire tutte quelle perplessità che avevo sin da piccolo sugli stereotipi dei popoli che vedevo nei film, come per esempio gli indiani d’America  sempre rappresentati come la parte cattiva della comunità e che venivano puntualmente quasi sterminati. L’unico modo per avere una risposta era quello di andare a conoscere i nativi nella loro terra e farsi raccontare il loro punto di vista, la loro storia guardandoli negli occhi.

Questo è potuto accadere grazie all’incontro con dei nativi del nord America.

Successivamente mi sono chiesto come si poteva fare per NON perdere tutta questa conoscenza incredibile, così come tutti i saperi di tutti i popoli nativi del pianeta e dunque è stato spontaneo far nascere qualcosa che fosse lo Spirito del Pianeta: un'opportunità per esaudire le curiosità e le domande proprie, di tutte le persone che lo visitano.”

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Il gruppo dello Sri Lanka

Da quanti anni esiste il festival?  Questa è la 24esima edizione!

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Ormai si saranno create amicizie con queste comunità…
Per me, sicuramente, è cambiato il mondo sotto molto punti di vista: sia di approfondimento  che di conoscenza, di amicizie, per la  possibilità di entrare in contatto con loro e creare relazioni, possibilità di passare più tempo e condividere con loro la vita nei loro territori e tante altre cose che non sono indifferenti…”

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Hai un gruppo preferito tra quelli che hai conosciuto o un gruppo al quale ti sei particolarmente affezionato?

”Non c’è un gruppo preferito, ci sono tantissimi amici con i quali ho intrapreso dei rapporti di conoscenza in ogni punto del pianeta. Ho fratelli in Scozia, in Nord America, in Africa, in sud America".

 

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Mosquera celtic band

Quindi sono 24 anni che giri il mondo… 

“Si, ho girato il mondo per diversi anni, poi mi sono fermato un poco, per diversi motivi ma più che girare il mondo è stato la possibilità di fare delle esperienze incredibili, perché in ogni viaggio ho avuto la possibilità di vivere il territorio “vero”, non la comodità di un albergo o di cibo di un certo tipo… Quello che c’era da mangiare si mangiava e dove si poteva dormire si dormiva, per esempio in un giaciglio nella foresta con tutti i pericoli che si possono incontrare e non ci pensi… sei talmente "estasiato" di questa esperienza che la affronti senza pensare alle difficoltà come il lavarsi i denti con un dito di acqua di una bottiglia, il non potersi fare una doccia tutti i giorni…

È talmente immenso quello che porti a casa che le difficoltà non contano più nulla.”

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Il gruppo del Giappone

Hai mai fatto parte di un gruppo folkloristico, popolare?

 

“No, non ho mai fatto parte di un gruppo folkloristico popolare e quello che ho voluto portare al Festival sono delle comunità che molto spesso ormai fanno parte del mondo moderno.

La contaminazione c’è ed è sempre più forte, ormai il mondo moderno vuole infiltrarsi ovunque, perché gli interessi economici sono ovunque. 

Dove questi arrivano, non gli interessa la cultura, i saperi, le tradizioni ma pensano solo al guadagno e ovviamente  distruggono tutto”.


È la modernità che entra e non il contrario?
 

“Purtroppo no e quello che noi cerchiamo di fare è il contrario ovvero portare questo “mondo” in via d’estinzione come testimonianza nella modernità, portare quel seme di tradizioni e di saperi per far prendere consapevolezza di quello che ha perso, di quello che stiamo ulteriormente perdendo e fare una riflessione su quello che vogliamo per il futuro”.

Il gruppo che vive più lontano che hai portato a Bergamo al festival?

"Dalla Nuova Zelanda"

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Saor Patrol

Ci racconti un aneddoto che ti ha lasciato forti emozioni nell’incontro con i diversi popoli?

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“Qualche anno fa ci siamo uniti alla protesta dei nativi del nord America, i Sioux della Riserva di Standing rock. Siamo arrivati in un luogo dove c’erano migliaia di nativi che arrivavano da tutta l’America per protestare contro la costruzione dell’oleodotto che avevano deciso di costruire sopra il bacino della loro riserva di acqua, nella terra dove era sepolto Toro Seduto.
Siamo saliti con la nostra bandiera dello Spirito del Pianeta di Bergamo, per condividere la salvaguardia di questo luogo, perché ogni luogo di questo pianeta è un bene di tutti.
L’emozione è stata tantissima. Ci hanno accolti in una maniera incredibile, da brividi: uno per uno si sono alzati in piedi per salutarci con un abbraccio, erano tantissimi e sembrava non finissero mai …
E’ stato il loro modo di ringraziare, perché eravamo lì a protestare con loro, nonostante in quel momento potessimo rappresentare il lato opposto e soprattutto in quel momento non c’era per nessuno il minimo pensiero di incontrare davanti a loro un uomo bianco e per di più a protestare con loro. In quel momento mi hanno fatto sentire un fratello che è corso a casa per lottare con loro  L’accoglienza data è un esempio che si dovrebbe imparare!”

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Come da tradizione dell’unico festival indigeno in Italia, anche quest’anno saranno presenti alla manifestazione  gruppi indigeni da tutto il mondo.
I Famosi Cree (Indiani d’America) delle pianure del Canada, i Pigmei delle foreste del Camerun (secondo polmone del pianeta), gli indios del Brasile, gli indigeni della Scozia (i Saor Patrol), il gruppo Galiziano “I Mosquera”, autori della colonna sonora di Visit Scotland.
E ancora, gruppi dalla Mongolia, Guinea Bissau, Aztechi e Maya dal Messico, dall’Afganistan, gruppi italiani e molti altri.


Ma come sempre Lo Spirito del Pianeta non è solo musica, danze e spettacoli.
Saranno infatti circa 400 gli eventi che si terranno nei giorni del festival (spettacoli, cerimonie, laboratori, conferenze).

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Di seguito il link con il programma dettagliato:

https://www.lospiritodelpianeta.it/programma/

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La collaborazione con FITP Bergamo

Anche quest'anno è forte che il legame che unisce il comitato bergamasco della Federazione alla manifestazione organizzata da Ivano Carcano. 

All'interno del ricco programma di eventi de Lo Spirito del Pianeta, anche tanti appuntamenti con i gruppi folclorici bergamaschi. 

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Ecco il calendario!

 

SABATO 8 GIUGNO 
ore 16 - Donne dell'Era (Rovetta)
ore 17 - Brighella e la Torre Campanaria (Comun Nuovo)

DOMENICA 9 GIUGNO 
ore 16 - Berghem Baghet (Bergamo)

 

SABATO 15 GIUGNO 
ore 16 - Caporales San Simon Cochabamba (Bergamo) | Scopri il gruppo
ore 17,30 - Sud Ensemble (Bergamo)

 

DOMENICA 16 GIUGNO
ore 16 - Le Taissine di Gorno | Scopri il gruppo

 

SABATO 22 GIUGNO
ore 17 - I Gioppini di Bergamo | Scopri il gruppo

 

DOMENICA 23 GIUGNO 
ore 17,15 - Caporales San Simon Sucre

 

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