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Quando le parole diventano regalo: acrostici di Natale

FolkNewsDICEMBRE2025

di Otello Castiglioni

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole anzi d’antico ..” nel tranquillo Centro sociale La brilla brillante detto BIBI in quella splendida Crespi d’Adda. Un discreto gruppo di curiosi commenta un grande cartello, quasi a essere nel suo piccolo, a quel 31 ottobre 1517 quando Martin Lutero affisse sulla porta della chiesa di Wittenberg 95 tesi in latino riguardanti le indulgenze. 
“E’ un colpo di stato!“ qualcuno urla. “Ha fatto bene. Io mi iscrivo” risponde un’altra voce.
Che cosa mai sarà successo? Leggiamo il cartello incriminato mentre la presidente Marzia, impassibile, ascolta in silenzio.

“Cari soci, care socie. Ascoltatemi bene. Così non si può andare avanti. A soli tre mesi dall’apertura di questo spazio per anziani e famiglie qui non si sta più bene. Al circolo arriva gente che con la scusa delle carte, della carta giocata male, impreca, si arrabbia urla come un pazzo. Non vi dico poi le parolacce che scendono. Non va bene. Non è educativo. Già è un mondo difficile per le notizie cattive che quotidianamente ascoltiamo e vediamo sui Media.. Quindi prima che questo ambiente diventi totalmente malsano ho preso questi provvedimenti.
Da oggi per tre giorni al mese per 12 mesi noi rivaluteremo la parola, lo studio della parola e cercheremo un suo cortese utilizzo".

Una sola parola d’ordine: GENTILEZZA. Chi entrerà nella nostra sede non dovrà urlare, dovrà parlare a bassa voce e trattare tutti con la massima gentilezza, Giocheremo a giochi da tavolo come lo Scarabeo, il Monopoli, il Domino e faremo origami, tanti origami. Sabato un torneo di acrostici e domenica stamperemo i risultati".

FIRMATO
Marzia M. presidente.

 

“Acrostici Che saranno mai? Sono dei crostini diversi?“
Tutti si girano verso Marzia che aspettando questo momento era già pronta col microfono.
Marzia:
“L’acrostico è un componimento poetico all’interno del quale le lettere iniziali di ciascun verso formano in verticale una parola, un nome, una frase. 
Gli acrostici diventano ancor più interessanti quando i versi e/o le parole hanno attinenza con la parola principale. Come esempio partiamo dalla parola SCUOLA. Un acrostico, per coloro che non la amano, potrebbe essere: Sorbirsi Continuamente Una Orribile Lezione Assurda.
Le parole che ho scelto per i nostri acrostici sono Natale e Tradizione. Lavorateci sopra. Aspetto i vostri risultati".


Domenica pomeriggio. Un silenzio irreale. L’unico rumore è quello del cucchiaino che gira lo zucchero nella tazzina. Marzia e le sue socie stanno gustando una cioccolata.
Sapete amiche! Chi non ha voluto adeguarsi se ne è andato a pescare. Ma per uno che non è venuto se ne sono iscritti in tre. Sembra che la nostra crociata sia servita.
Lilly: "Brava capo”
Marzia: “Commenti sugli acrostici?”
Lia: “Qualche aggiunta tipo Betty ha aggiunto DI ed ED ed ho notato qualche sperimentazione letteraria un po’ forzata. Ma tant’è". 


 

Marzia: “Piccoli svarioni accettabili. Ed ecco un esempio di Betty sulla TRADIZIONE"

Tessuto di memorie e racconti,
Radici che affondano nel passato,
Affetti tramandati con cura,
Doni preziosi delle generazioni,
Impronte che guidano il presente,
Zelo nel custodire ciò che conta,
Identità che prende forma,
Orizzonti che si uniscono al ieri,
Narrazioni che continuano vive,
Eredità che illumina il futuro.

​

Lia: "Ho notato che qualcuno ha copiato da internet”

 

Marzia “Poco male. Vuol dire che ha cercato. E’ un buon inizio. E devo ammetterlo. L’ho fatto anch’io“. 

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