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Guida pop al Gioco delle Carte in Lombardia

FolkNewsAGOSTO26

di Roberta Brivio

C’è chi si ritrova sotto l’ombrellone, chi in un rifugio dopo una lunga camminata e chi sotto le fronde degli alberi in un parco della città: e cosa hanno tutti in comune? Il gioco delle carte!

Perché parliamoci chiaro: in Lombardia, e non solo, il gioco delle carte non è semplicemente un passatempo per staccare dal lavoro. È una liturgia laica, uno sport nazionale e una scienza inesatta.

Una tradizione che resiste alle mode, unendo generazioni intere tra una partita a Briscola, una Scopa d’assi, un colpo di nocche sul panno verde e grida di giubilo che fanno tremare ciò che sta vicino.

 

Ma da dove arriva questa passione sconfinata? E perché basta spostarsi di qualche chilometro di autostrada per trovarsi in mano carte completamente diverse?
 

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Dai Visconti, ai circoli, ai bar: un lusso diventato Pop

Se oggi immaginiamo le carte in mano a tizi in canottiera che sorseggiano un "bianchino" al circolo, sappiate che in principio fu l'oro.

Nel Quattrocento, alla corte milanese dei Visconti e degli Sforza (ma anche presso il leggendario condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni), farsi dipingere un mazzo di carte era lo status symbol definitivo. Non carte qualunque, ma i Tarocchi: capolavori in miniatura ricoperti di vera foglia d'oro, usati dai nobili non per leggere il futuro, ma per raffinatissimi giochi d'ingegno.

L’Accademia Carrara di Bergamo ha compiuto qualche tempo fa un’impresa epica riunendo le 74 carte superstiti del celeberrimo Mazzo Colleoni, dipinto da Bonifacio Bembo, un tesoro sparso per oltre un secolo tra New York, Bergamo e collezioni private.

Guarda qui il video legato alla mostra

 

Con l'arrivo della stampa, la foglia d'oro è finita in soffitta e il gioco si è "democratizzato", scendendo dai saloni affrescati per conquistare le osterie, le bocciofile e i parchi, dalle valli alle pianure.
 

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Dimmi che carta impugni e ti dirò chi sei (e con chi eri alleato)

In Lombardia c'è una "guerra fredda" grafica che va avanti da secoli. Se prendete in mano un mazzo di carte tradizionali a 40 carte, notate subito la differenza tra le due grandi anime della regione:

 

Le Carte Bergamasche

Ricche, colorate, quasi barocche! Qui i Bastoni non sono semplici legni ma spesse clave bernoccolute; l'Asso di Coppe è una fontana monumentale e l'Asso di Denari porta incisa la leggendaria scritta "VINCERAI" (o "M'ami se io t'amo"), un augurio di buona fortuna inserito dagli stampatori dell'Ottocento.

Le Carte Milanesi (o Lombarde)

Asciutte, sottili, slanciate e geometriche. I tre Re sono disegnati a figura intera e indossano abiti eleganti. Riflettono lo stile della Milano operosa, essenziale e senza fronzoli.

Perché questa differenza? È colpa della storia! Milano subiva l'influenza spagnola ed europea, mentre Bergamo è stata per secoli la roccaforte di terraferma della Repubblica di Venezia. Per questo le carte bergamasche sono imparentate con quelle venete, ricche di spade curve, leoni alati e decori opulenti.

 

E chi produceva questi gioielli? Dal 1876 fino al 2003, la risposta era solo una: la Masenghini di Bergamo, una fabbrica storica fondata nell'Ottocento che ha fatto giocare generazioni di italiani prima che il marchio venisse rilevato e custodito dai grandi poli cartotecnici nazionali.
 

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Le carte bergamasche

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Le carte milanesi

E oggi? Il panno verde non va mai in vacanza!

Se pensate che nel 2026 i giovani giochino solo con i videogiochi, vi sbagliate di grosso.

Se nelle bocciofile e nelle sagre di paese si continuano a disputare tornei di Briscola e Scopa d'Assi con in palio cesti gastronomici ricolmi di salami e formaggi locali, nei circoli culturali e pub delle città (dall'Osteria del Biliardo ad Affori fino ai circoli ARCI come La Scighera o l'Arci Bellezza) è esplosa la mania della Briscola Chiamata.

 

Eventi goliardici e "Tornei Pop" attirano tantissimi ragazzi che si sfidano fino a tarda notte al ritmo di birre artigianali.

Perfino i materiali si sono evoluti: oggi nei bar e in spiaggia spopolano le carte in PVC 100% plastica, indistruttibili, lavabili e a prova di spruzzi di mare o di birra rovesciata.
 

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Il "Galateo"

Prima di mescolare i mazzi, ricordatevi le 3 regole auree dell'estate:

L'Esperto da Bordo Campo: c'è sempre qualcuno in piedi alle tue spalle con le braccia incrociate dietro la schiena pronto a darti torto su qualsiasi giocata.
Il Colpo di Nocche: quando si gioca il carico, la carta non si appoggia: si scaglia sul tavolo.
Patto di Stabilità: qualsiasi insulto lanciato dopo un "liscio" clamoroso viene cancellato all'arrivo del bicchiere di vino o della bibita.

Seguiranno nuove puntate di approfondimento, seguiteci!
Buon agosto e... che l'Asso di Denari sia con voi!

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