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I Gioppini di Bergamo sono volati a Dubai

FolkNewsMARZO2026

di Elitropi Chiara 

Qualche mese fa, con grande stupore, abbiamo ricevuto l'invito a essere presenti agli "Sharjah Heritage Days", un'importante manifestazione negli Emirati Arabi finalizzata a promuovere l'incontro e lo scambio culturale fra le nazioni.
Nel corso della nostra attività abbiamo già partecipato a numerosi festival e manifestazioni nazionali ed internazionali: con il coraggio e la tenacia che caratterizza il popolo bergamasco, decidiamo di accettare la sfida, far conoscere le tradizioni contadine ad un popolo che in passato era nomade nel deserto.
Il 3 febbraio partiamo per Sharjah con volo notturno, al nostro arrivo l'organizzazione ci accoglie con gioia velocizzando le operazioni di sbarco per portarci in albergo a riposare.
È pieno giorno, li cielo azzurro e un caldo sole ci abbracciano, la meraviglia della baia e dei moderni grattacieli ci invitano ad uscire per visitare la città.
Tolti i panni del turista, giunge il momento di indossare l'abito del folklore, per le ore 16 dobbiamo essere pronti.
Inizia la nostra avventura, ci vengono a prendere per portarci al forte che loro chiamano Heritage village, è il cuore della città, la parte piu' antica che racconta la storia di Sharjah prima della modernità.
Entriamo sfilando con inostri abiti colorati e suonando i nostri strumenti artigianali di legno e latta.
Ci guardano con ammirazione, riceviamo applausi e complimenti, ci fotografano in continuazione, tanti chiedono quando ci esibiamo, ci stavano aspettando, tutti vogliono vedere gli italiani.
È un'emozione forte che ci fa tremare le gambe, in questo momento siamo noi a rappresentare l’ITALIA, questo orgoglio nazionale cancella la nostra stanchezza.

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Sono presenti tanti gruppi che provengono da Europa, Asia, Africa e paesi Arabi, tutti dobbiamo esibirci a rotazione in varie postazioni, alternarci fra palco centrale e spazi esterni e interni nel forte, una media di
2 o 3 ore di ballo ogni sera per ogni gruppo.
Dopo 4 anni di incessante guerra Russia/Ucraina fa strano vedere la partecipazione della Russia, è un gruppo formato da ragazzi giovanissimi che si avvicinano a noi, socializzano, si comportano come fossero i nostri figli, i loro musicisti intonano canzoni italiane e sono desiderosi di suonare e cantare con noi.
Viviamo momenti bellissimi di unione e fratellanza, il folklore ha la forza di unire, promuovere lo scambio culturale e abbattere i muri della diversità.
I gruppi presenti sono tutti bravissimi, precisi, ordinati, coordinatissimi fra loro, con le divise tutte uguali e fresche di sartoria, sono tutti giovani che frequentano scuole di ballo finalizzate a partecipare a spettacoli di folklore.
Noi " Gioppini" siamo diversi dagli altri gruppi: ci distinguono il sorriso che non manca mai, l'allegria e la capacità di improvvisare in ogni situazione e di arrangiarci.
Nelle postazioni secondarie proponiamo balli comunitari della tradizione contadina, invitiamo li pubblico a ballare con noi, con nostro stupore accettano, evidentemente qualcosa sta cambiando anche nei paesi più tradizionalisti.
Sul palco centrale presentiamo il repertorio storico usando come coreografia ghirlande di fiori, ombrelle, attrezzi contadini e fazzoletti.

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Con il nostro inglese "maccheronico” spieghiamo brevemente il significato dei nostri balli, il pubblico ascolta con attenzione e apprezza molto il ballo "mazurca a primavera" per l'utilizzo dei fiori e i movimenti delicati.
La nostra avventura della durata di 7 giorni ha coinvolto emotivamente ogni membro del gruppo, uniti da un legame profondo abbiamo condiviso passioni e obiettivi con partecipazione attiva e supporto reciproco.
Questo viaggio è stato motivo di grande soddisfazione oltre che piacevole opportunità per venire a contatto con altre culture, fraternizzare con altri popoli e trasmettere questo patrimonio di cultura locale.
Dobbiamo ringraziare il folklore per averci concesso di vivere un' esperienza unica ed emozionante che porteremo sempre nel nostro cuore, nella nostra mente e nei nostri occhi.

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