Gold Star IGF 2026 – Il mio racconto personale di un’emozione che segna una vita
FolkNewsAGOSTO26
di Francesco Gatto
Ricevere la Gold Star IGF 2026 è stato uno dei momenti più intensi e significativi del mio percorso umano e culturale. Un riconoscimento tra i più prestigiosi nel panorama internazionale del Folklore e della Cultura Popolare, conferito dall’IGF – World Folklore Union, l’organizzazione mondiale che riunisce tutte le federazioni nazionali dedicate alla tutela e alla promozione delle arti popolari.
Per l’Italia, il riferimento è la nostra FITP – Federazione Italiana Tradizioni Popolari, che rappresenta con autorevolezza il patrimonio culturale immateriale del Paese.

Dal 25 al 28 giugno, nella splendida cittadina di Nowy Sącz, a circa 100 km da Cracovia, ho vissuto giornate che rimarranno scolpite nella memoria. L’evento è stato organizzato con cura impeccabile dal Vice Presidente IGF Małgorzata Broda, che ha saputo rendere ogni dettaglio elegante, raffinato e profondamente rispettoso della tradizione.
Siamo stati ospitati nel meraviglioso Hotel Perła Południa, immerso nella Valle di Wielka Roztoka, tra i monti Beskid Sądecki. Un luogo incantato, circondato da un parco naturale che trasmette pace, silenzio e una bellezza che sembra proteggere chi vi soggiorna. È stato il contesto ideale per vivere un’esperienza così intensa.

Il pomeriggio dedicato alla consegna del riconoscimento è iniziato nel prestigioso salone del consiglio del Ratusz, il palazzo storico che domina la Piazza del Mercato. Il Sindaco di Nowy Sącz ha rivolto un saluto istituzionale al Presidente IGF Dorel Cosma, al direttivo internazionale e ai rappresentanti delle federazioni nazionali presenti. Già in quel momento ho percepito la solennità dell’occasione.
Ma l’emozione è salita ancora di più quando siamo entrati nell’elegante sala dell’Istituto Culturale di Nowy Sącz, che ospitava il Gala IGF Gold Star 2026. Una manifestazione che perpetua la prestigiosa eredità di quelli che un tempo erano conosciuti come gli Oscar del folklore mondiale. L’atmosfera era carica di rispetto, storia, tradizione e un senso profondo di comunità internazionale.
In quell’ambiente di solennità, io – insieme ad altre otto personalità provenienti da otto nazioni – sono stato invitato a calcare il simbolico tappeto rosso della cultura popolare mondiale. Gli applausi del pubblico, numeroso e illustre, hanno reso quel momento quasi sospeso nel tempo. Sentivo il peso della responsabilità, ma anche la gioia di rappresentare la mia terra, la Lombardia, e l’Italia intera.

Non ero solo. E questo ha fatto la differenza.
Accanto a me c’era la delegazione italiana guidata dal Presidente nazionale FITP Gerardo Bonifati, dal Segretario Generale Franco Megna, dal Vice Presidente Fabrizio Cattaneo e dal Senatore IGF Benito Ripoli. La loro presenza, la loro vicinanza e il loro sostegno hanno trasformato un riconoscimento personale in un momento di orgoglio collettivo. A loro va la mia gratitudine più sincera.
E poi c’era Angelica, mia moglie.
Il suo ruolo è stato fondamentale. Ha affrontato con coraggio tutte le sue paure di volare pur di essermi accanto. Sapere che era lì, seduta tra il pubblico, con lo sguardo pieno di emozione, ha reso tutto più vero, più intenso, più nostro. Questo riconoscimento non è solo mio: è anche suo.
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Questo premio non rappresenta soltanto un traguardo personale: è il risultato di un lavoro collettivo, di una squadra straordinaria, appassionata e ricca di volontà di fare.
Lo condivido pienamente con il mio Direttivo Regionale della FITP Lombardia, che ogni giorno mette competenza, entusiasmo e senso di responsabilità al servizio della nostra missione culturale.
Lo condivido con tutti i componenti dei gruppi folklorici lombardi, che con dedizione e sacrificio custodiscono e tramandano le tradizioni delle nostre comunità. Lo condivido con le istituzioni locali, provinciali e regionali, che reagiscono sempre positivamente alle nostre iniziative, sostenendole con sensibilità e attenzione.
Un ringraziamento particolare va alla Giunta della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, che all’unanimità ha espresso parere favorevole alla proposta del mio nome. Questo gesto di fiducia e stima ha reso il riconoscimento ancora più significativo.
La Gold Star IGF 2026 non rappresenta un traguardo, ma un nuovo punto di partenza. È un invito a continuare a lavorare con dedizione per la cultura popolare, per le comunità, per le tradizioni che ci definiscono e ci uniscono. È un riconoscimento che porto con orgoglio, ma anche con responsabilità.
La cultura popolare è vita, è identità, è memoria. E io continuerò a servirla.
