Osio Folk.
25 anni e non sentirli
FolkNewsAGOSTO2025
di Otello Castiglioni
In un tardo pomeriggio di maggio, in un bar di Osio Sotto, Pietro (P), Romano (R), Guido (G), Marco (M) e lo scrivente Otello (O) stanno pensando al fatidico imminente Osio Folk n.25. Ma, più che il pensar agli ultimi dettagli, la complicità di un paio di birrette e l'ancor caldo sole, apre lo scrigno dei ricordi.
(P):"Il primo anno c’era molta energia! Si faceva a settembre in coda ad Isola Folk, mamma di tutti noi. C’era moltissima gente nei cortili e in piazza di sera. C’era anche della scenografia con balle di paglia che durante la notte ti rubavano o peggio ancora le incendiavano e si sono dovuti chiamare anche i vigili del fuoco".

(O): "Nel primo Osio Folk proponemmo Yeppa, una rimpatriata tra un Maestro di danze e i suoi allievi, vecchi amici che non si vedevano da un po'. Ognuno di loro presentava le danze che aveva imparato durante i suoi viaggi. Alla fine il maestro (che eri tu Pietro) ripartiva e salutava urlando Yeppa.
Mi ricordo che durante lo spettacolo ci furono continue correnti d'aria sull'angolo del sagrato dove avevamo impiantato la nostra osteria. Correnti d'aria che smisero al termine della rappresentazione. Chissà come mai!
Ma soprattutto mi è ancora viva la gaffe di Giovanni Alcaini: ci chiamò "Area" invece di "Area Folk" (ndr quella che poi divenne AdD Aria di Danze). Mai errore fu più gradito."
(P): "Le persone che subito hanno aderito alla proposta di fare Osio Folk: Guido, Filippo, Maurizio, Mariuccia, Angela, Giuseppe, Giovanni Alcaini e tanti altri. Ed anche a coloro che ora non ci sono più Viola, Demetrio, Nani, Teresina…"
(O): "Sai Pietro, proprio a Osio Folk 2019 ho visto Demetrio per l'ultima volta. Dopo che lui e la Ferni avevano lasciato Aria di Danze per dedicarsi al nobile mestiere di genitori, Osio Folk era l'occasione annuale per ritrovarsi".
(P): "Altri ricordi sono legati ai molti artisti che sono venuti ad Osio Folk: coi Trencavel, dopo mezz’ora di concerto, siamo stati colpiti da un temporale. Senza dimenticare la dolcezza e la bravura di Pierre Corbefin".
(G): "Il momento del canto sociale con il gruppo delle mondine di Novi di Modena."

(O): "Adriano Sangineto che tenne una lezione spettacolo presentando e suonando gli strumenti del padre liutaio riprodotti e costruiti seguendo i disegni di Leonardo. E i miei amatissimi Parasol".

(P): “L’arrivo” di Aria DI Danze nell’organizzazione di Osio Folk. Credo nel 2013 anche se effettivamente qualcuno di Add c’era sempre nella manodopera con Massimo Sottocorna a consigliare i gruppi.
E come momento brutto: la pausa durante il Covid e la lenta ripresa post covid".
(O): "Quale gruppo o momento ricordate di più?"
(M): "Personalmente ho ancora un ricordo vivido dell'organizzazione di Osio Folk 2019, pre-pandemia.
Da tre anno ero Presidente di Aria di Danze e partecipavo attivamente anche alla Programmazione del Festival.
Ci si prepara sempre mesi prima, solitamente già ad inizio gennaio.
In un certo momento della discussione, insieme agli altri, abbiamo pensato di provare a portare ad Osio Sotto Patxi Perez e i suoi Musicisti, ovvero Patxi eta Kompania e le Loro Danze Basche.
Non è mai semplice portare musicisti esteri; bisogna far collimare le date dei tour, organizzare i trasporti, occuparsi degli alloggi senza cercare di gravare eccessivamente sulle casse di questo festival che è ed è sempre stato totalmente gratuito per i ballerini.
Decidiamo di coinvolgere nell'organizzazione (per la prima volta) altri due gruppi di danze, Brescia e Brianza Folk che sapevamo molto interessati al repertorio Basco e ci accordiamo per partecipare insieme alle spese e all'organizzazione di questo evento speciale per il festival.
I musicisti erano impegnati in un tour europeo ma siamo riusciti a far collimare le date per poi accordarci sull'ingaggio e infine organizzare tutta l'ospitalità degli stessi ad Osio Sotto.
Il resto dei ricordi di questa giornata sono legati ai colori, alla musica, ai passi complicati di queste danze e agli infiniti sorrisi dei ballerini presenti allo stage di danze basche e al concerto serale. Una bellissima esperienza."
(R): "Mi ricordo che nell'edizione 2014 avevamo l'ansia che non arrivasse nessuno perché c'era un temporale; ma poi sono arrivati tanti e tanti ballerini. Gli Alzamantes, poi che si erano da poco messi assieme, erano molto carichi. E' stato un bel concerto. Lo ricordo sempre con piacere .Quando devo raccontare del nostro mondo del ballo popolare faccio vedere sempre questo video come esempio".
(G): "Tanti bellissimi ricordi a partire dai primi anni quando oltre al palco centrale, si allestiva la piazza come se fosse un grande cortile, anche con balle di fieno. Nel primo decennio gli eventi li facevano anche nei cortili coinvolgendo la gente che ci ospitava creando l'atmosfera da Isola Folk cioè un percorso itinerante dove i ballerini si fermavano a ballare e sentire musiche che preferivano.
C'è da dire che il merito di poter realizzare oggi Osio Folk sia stato dell'allora assessore alla cultura di Osio Sotto Ciro Santoro che, proprio vedendo Isola Folk, aveva voluto che ci fosse anche a Osio Sotto un festival similare. Le due associazioni Ritmosio e Aria di Danze hanno sempre operato e collaborato insieme in modo amichevole ma soprattutto molto professionale.
A partire dalla programmazione del festival, nella scelta dei gruppi musicali, e dell'animatore di stage, sino al montaggio e smontaggio delle strutture. Insomma 25 anni di musica e balli tradizionali popolari che non hanno mai stancato di essere sentiti e mi auguro che non stancheranno mai".
(O): "Ci sono state difficoltà o ci sono ancora difficoltà nell'organizzare Osio Folk?"
(M): "A parer mio, la principale difficoltà in questo genere di organizzazione è cercare di far quadrare i conti.
Il festival è, dalla sua nascita, totalmente gratuito e Ritmosio aps e AdD Aria di Danze aps nel corso degli anni di collaborazione hanno sempre investito in prima persona per la buona riuscita dello stesso, ovviamente, anche rimettendoci di tasca propria.
Negli ultimi anni abbiamo ricevuto un valido appoggio economico anche dall'amministrazione comunale di Osio Sotto che ha riconosciuto, una volta di più, il valore di questa rassegna di danze e musica folk, italiana ed estera, e ora ci sostiene ancor di più.
Le restanti difficoltà sono nella gestione delle risorse umane che, fortunatamente, per il momento non mancano, e con cui riusciamo a gestire in autonomia tutti gli aspetti legati al festival, la parte tecnica, l'accoglienza di musicisti e ballerini e la predisposizione degli spazi.
Fatica si però ampiamente ripagata dai sorrisi e dai complimenti ricevuti da tutti i partecipanti".
(O): "Penso che la tua risposta Marco sia condivisa da tutti".
(R): "Ed ora amici cari che ne direste di salutarci e andare a casa? Il tempo si è incupito e qui promette un bel nubifragio. Per gli ultimi aggiornamenti ci risentiamo via whatsapp, una delle tante cose che 25 anni fa non c'erano. Ciao ciao."
